venerdì 21 settembre 2007
martedì 18 settembre 2007
Riusciranno i nostri eroi a farla Franca? O sarà Franca a farsi i nostri eroi?
Dove lavoro c’è una donna, Franca, che deve essere convinta di vivere in qualche serial tipo “la famiglia Bradford”.
Mi spiego.
Franca è sempre sorridente, sempre di buonumore (o scopa tutte le mattine, o si fa di roba pesante. Più probabile la seconda, visto che è in menopausa e non è esattamente un bel donnino) ma è soprattutto PETTEGOLA.
Quanto pettegola? Al punto da sapere i cazzi di tutti circa 30 secondi dopo che accadono.
A rendere ancora più fastidiosa la figura di Franca è la convinzione di vivere nei serial tipo “La Famiglia Bradford”, come ho già detto. La sua famiglia è sempre la migliore, il figlio è un genio (l’ho conosciuto. E’ l’anello di congiunzione tra l’uomo e il soggetto) , non si mette MAI nei guai e il marito è sempre affettuoso con lei; al che io penso che o lo ha lobotomizzato o lo tiene sotto un incantesimo peraltro parecchio potente; perché con una cagacazzi simile è difficile starle acanto per più di trenta secondi senza desiderare di portarla in Afghanistan con un cartello che dice: <<ABBASSO I TALEBANI>>.
Ma la cosa che più mi manda in bestia di lei è il suo sempre mettersi in mezzo quando non deve.
Voglio dire, il negozio è pieno, stai servendo la cliente lei è tranquilla, sta scegliendo ciò che più le piace tu stai sentendo l’autostima che sale perché vedi che te la stai cavando bene quando arriva lei, con il suo sorriso perenne (credo che se lo attacchi la mattina appena alzata e se lo levi quando va a letto, a mò di dentiera) che ti chiama per andare in cassa a pagarti. Tu vai in cassa, dai il resto, fai il gentile ringraziando la cliente e augurandole buona giornata, ti giri e… Franca sta finendo il lavoro che hai iniziato TU anziché andare gentilmente affanculo e lasciarti finire il tuo lavoro. L’ultima volta che l’ha fatto si è avvicinata a me e con il suo sorriso durban’s finto mi ha detto: “non prendertela.”
Speriamo che le armi che ho ordinato arrivino presto.
domenica 16 settembre 2007
Adesso non mi limiterò a scrivere battute penose (in quanto fatte col pene) sull’attualità. In questa sede proverò a scrivere qualcosa di un filo più articolato sulla quotidianità, sul lavoro di merda che faccio e in generale sulle persone con cui ho a che fare (una manica di stronzi al cui confronto io sembro Padre Pio)
Giusto per iniziare vi propongo un quesito a cui io non so dare risposta:
Che senso ha nascondere in un sacchetto di plastica una cassetta di frutta?
Voglio dire: Non è qualcosa di illegale, come può essere della droga; è FRUTTA! La cosa mi è balzata alla mente quando il mio capo mi ha convocato d’urgenza per darmi una cassa d’uva nera (peraltro buonissima) da portare a casa. Nel momento in cui la stavo portando via mi ha fermato e me l’ ha messa in un sacchetto di plastica. E il tutto sbattendosene altamente delle mie rimostranze sul fatto che a me non serviva (il sacchetto). Perché bisognerebbe vergognarsi di avere in mano una cassetta d’uva, al punto di nasconderla in un sacchetto, manco fosse della droga?
Boh.